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Paolo Gentiloni Silverj: un Tolentinate Presidente del Consiglio dei Ministri

La Redazione di questo sito, che si occupa in primis della storia delle antiche casate legate alla terra marchigiana si congratula per la recente nomina del Conte Dott. Paolo Gentiloni Silverj a Presidente del Consiglio dei Ministri.

In uno dei momenti più difficili nella storia della Città di Tolentino piagata ma non piegata dal recente terribile terremoto del 26 e del 30 ottobre 2016 la nomina di un nobile tolentinate (cittadino onorario della Città) a Presidente del Consiglio Italiano è motivo di ulteriore speranza per il futuro soprattutto di quei cittadini che hanno perso tutto: dalla casa acquistata con duri sacrifici ai loro risparmi. Su questo sito si trovano due capitoli dedicati alla Famiglia dei Conti Gentiloni Silverj grazie allo studio della Prof.ssa Maria Grazia Pancaldi.

Ne diamo un piccolo sunto:

" Fu il duca di Parma, Ferdinando II, a decorare con il titolo comitale Domenico Silverj e tutti i suoi discendenti maschi. Ne deriva, ovviamente, un lungo elenco di titoli e di benemerenze acquisiti nei più diversi settori, soprattutto quello delle cariche civiche. Domenico di Stefano, nato nel 1818, incarna le doti e i limiti di un nobile marchigiano trovatesi a vivere le contraddizioni del secolo. Patriota, accorse volontario alla difesa della Repubblica romana ed ospitò nella sua casa lo stesso Garibaldi. Fu gonfaloniere e membro della Deputazione provinciale. Musicista, compose per Pio IX la sinfonia delle trombe d'argento, eseguita nel momento dell'elevazione allorché il Papa celebrava messa in San Pietro. Fu quello scesso Domenico, privo di discendenti maschi, a maritare nel 1873 la primogenita Adele con il conte Aristide di cui si è già parlato. Aristide aggiunge al suo cognome, Gentiloni, quello dei Silverj, inquartandone lo stemma. La figlia più giovane di Aristide ed Adele, Agnese, sposerà a sua volta, nel 1919, sempre a Tolentino, il commenda-tor Pacifico Massi, maggiore dei bersaglieri, completando cosi la fusione delle tre famiglie (7). Pacifico Massi era stato anche podestà di Tolentino ed aveva collaborato assieme al futuro suocero a quel progetto di ferrovia elettrica che doveva collegare, attraverso Caldarola, Tolentino ad Amandola. Aristide Gentiloni era presidente del comitato esecutivo che lavorò dal 1913 al 1939 all'ambizioso progetto i cui documenti sono poi confluiti nell'archivio familiare assieme a quelli di un'altra ferrovia, quella che da Fermignano avrebbe dovuto scendere a Corinaldo, Jesi, Cingoli fino alla stessa Tolentino".

 

 

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